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Eiaculazione precoce: equilibri di coppia

 

Ecco l’articolo “Eiaculazione precoce: tempo ed equilibrio” scritto in collaborazione con Gnothi Seauton (che in greco significa “conosci te stesso”): un Blog che si occupa di approfondimenti di vario genere: dalla psicologia, alla filosofia, all’educazione e alla cultura greca!

In questo caso sia io, che la Dott.ssa Silvia Gioffreda, medico che si sta specializzando in sessuologia, abbiamo deciso di parlare di eiaculazione precoce. Nel suo articolo ci spiega come mai è un argomento importante sia per gli uomini che per le donne.

Quando si parla di difficoltà legate alla sfera sessuale è necessario considerare diverse dimensioni: quella organica, ma anche quella psicologica e relazionale. Così anche nel caso dell’eiaculazione precoce: in qualche modo ci introduce al tema dell’equilibrio nella relazione di coppia.

L’eiaculazione precoce si configura come una scarica orgasmica di bassa intensità, che sopraggiunge precocemente, in assenza dei fenomeni fisici caratteristici dell’orgasmo (Kaplan, 1976).

Quanti uomini ne soffrono?

Le percentuali variano a seconda di quanto “precoce” venga considerato l’orgasmo. Se arriva entro 1 minuto si parla dell’1-3% degli uomini. Se però l’orgasmo giunge entro i 3 minuti, la percentuale sale fino al 20-30%.

Le difficoltà sessuali devono sempre essere contestualizzate nel lavoro clinico. Il che ci porta a un’inevitabile conseguenza:  non esistono quindi “le 5 regole d’oro per durare di più a letto” e no, non basta ripetere a memoria la formazione della nazionale italiana del 2006 per risolvere il problema!

L’osservazione del fenomeno impone una serie di domande: “Succede in coppia o in relazioni occasionali? Con tutte/i partner o con una/o in particolare? È un problema che c’è sempre stato? Succede da poco?” Queste domande aiutano a disvelare il sintomo alla luce della relazione.

Eh si, perché molto spesso il sintomo cela un significato specifico per la coppia. Potrebbe addirittura essere un modo di portare avanti la relazione.

Infatti la sessualità la dimensione nella quale la coppia si concede di esprimere aspetti di aggressività che non possono emergere in altre situazioni. Ecco perché qualsiasi disturbo della sfera sessuale deve essere affrontato in termini relazionali e mai astratti e assoluti.

Mantenere l’eccitazione significa riuscire a restare in contatto con le sensazioni propriocettive che derivano dalla stimolazione genitale, ma anche sincronizzarsi con il corpo dell’altro, in un crescendo di passione che culmina con l’orgasmo.

Restare in questo crescendo significa riuscire a mantenere un contatto intenso e prolungato con il partner, accettando il rischio di sentire i propri confini dissolversi nell’orgasmo.

Sorge una domanda: “c’è la voglia di restare in contatto così intimo con l’altro?” E l’ipotesi: il sintomo potrebbe essere un modo per non porsi questa domanda?

Potrebbe essere questo La famosa strategia di sopravvivenza della coppia!

Se hai dubbi o desideri approfondire l’argomento puoi scrivermi alla mail contatti@martinaacerbi.it o commentare nel box commenti. Se desideri fissare un appuntamento in studio oppure online puoi chiamarmi al numero 3343698811.

Bibliografia:
  • “Aggressività e sessualità. il rapporto figura-sfondo tra dolore e piacere” a cura di M.Pizzimenti
  • Noi siamo un Dialogo” di G. Stanghellini
  • “L’eiaculazione precoce: facciamo chiarezza sul perchè debba interessare sia uomini che donne” S. Gioffreda www.gnothiseautondotblog.wordpress.com

 

 

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